Amarcord Macondo

Metti Mauro Rostagno e il sottoscritto. La coppia più improbabile del mondo. Il leader del Sessantotto e il giornalista a cui il Sessantotto interessava quanto una linea di filobus.
Era la primavera del 1978 – santiddio una vita fa – e Rostagno era reduce dal putiferio di Macondo, il locale alternativo di Milano che lo aveva visto protagonista di una kermesse di spinelli movimentisti con risvolti politico-giudiziario-carcerari. La sua idea era quella di scrivere, a quattro mani, un libro per raccontare, a caldo, appunto, la vicenda di Macondo. Continua a leggere »