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Topanga Canyon

14 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da claudio | Categoria: Articoli

I figli dei figli dei fiori abitano a Topanga Canyon, California. Sono annidati sulla collina omonima che sovrasta l’Oceano Pacifico a metà strada fra Santa Monica e Malibu. Sono oltre diecimila, anche se gli indirizzi ufficialmente registrati sono solo tremila. Topanga non è neanche una municipalità, è solo un codice postale nella mappa della California e un codice postale neanche illustre come il 90210 di Beverly Hills. Con Beverly Hills divide, però, il truce primato di aver ospitato Charles Manson e i seguaci della setta che da lui prende nome. A Beverly Hills, Manson e i suoi avevano trucidato Sharon Tate, allora moglie del regista Roman Polanski; a Topanga, avevano torturato e ucciso un meno noto musicista di nome Gary Hinnman con cui Manson e compagni avevano condiviso una casa sulla collina. Il motivo? Hinnman si era rifiutato di finanziare una scampagnata di Manson e compagni alla Valle della Morte.
Il dottor Gerald Haig, psichiatra, residente di Topanga dal lontano 1963, fondatore del celebre Istituto Esalen, di Big Sur e dell’Istituto per lo Sviluppo Umano, di Topanga – il corrispettivo adulto delle comuni giovanili – ci tiene a mettere in chiaro che nonostante Manson e i suoi siano sempre stati considerati degli hippies, Manson non fosse altro che uno psicopatico che viveva ai margini del  movimento dei figli dei fiori. Continua a leggere »

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Muscle Beach

14 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da claudio | Categoria: Articoli, Video

Richie La Montagne fa il pugile. A dispetto del nome e della professione, sembra stonare sulla pedana della palestra all’aperto di Muscle Beach, qui a Venice, California. Paragonato ai due neri che, accanto, si allenano ai pesi, Richie sembra un fuscello roseo più che un campione della federazione pugilistica a stelle e strisce.
La palestra, gestita dall’amministrazione pubblica, sulla passeggiata lungo l’oceano è il luogo di ritrovo dei body builders locali e di passaggio che, per una modesta tassa di iscrizione annuale, circa centomila lire, o giornaliera, poco più di cinquemila lire, mettono in mostra i muscoli per la gioia delle macchine fotografiche dei turisti, ma soprattutto con la speranza che un produttore cinematografico li scopra e li renda famosi come Arnold Schwarzenegger e, a suo tempo, Franco Columbo, entrambi assidui frequentatori di Muscle Beach negli anni Settanta. Continua a leggere »

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John Peck, la leggenda del surf

9 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da claudio | Categoria: Articoli, Biografia, Interviste, Storie, Video

In quell’estate del 1962, in California, la vita per i giovani era ancora molto semplice. Stavi con i greasers o con i surfers. I primi li riconoscevi per i capelli scuri, impomatati, l’aria pallido metropolitana, i giubbotti preferibilmente di pelle. I secondi li identificavi per i capelli biondi bruciati dal sole, la perenne abbronzatura, bermuda e camicia svolazzante di due taglie più grande. I greasers guidavano auto superlucide, supercromate, super rombanti; i surfers giravano con giardinette arrugginite dal salmastro, con tavole da surf che spuntavano dai finestrini posteriori.
All’inizio era tutto molto semplice, appunto. La colonna sonora era Good Vibrations e, intorno, la vita era in stile graffiti americani, come quella immortalata, anni dopo, da George Lucas nel film omonimo. I capelli dei ragazzi erano corti, le gonne delle ragazze erano lunghe e svolazzanti. La verginità era ancora un valore morale.
L’America, la verginità la perderà l’anno seguente a Dallas, Texas, quando John Kennedy, il presidente ragazzo, verrà ucciso non si sa ancora da chi. I capelli dei ragazzi si faranno sempre più lunghi e le gonne delle ragazze sempre più corte. La guerra in Vietnam farà il resto. La ribellione dilagherà per tutto il Paese e niente sarà più come prima. La rivoluzione avrà l’aspetto dei figli dei fiori, delle droghe, dell’acido e delle tavole da surf in fiberglass, sempre più facili da maneggiare, sempre più economiche. Continua a leggere »

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Il dentista e la bomba pipistrello

6 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da claudio | Categoria: Articoli, Frammenti, Interviste, Libri, Storie

La bomba pipistrello

Orinare nel parcheggio della base aerea di March Field, nella contea di Riverside, California, non era stata una grande idea. Erano anni nervosi quelli. Qualche mese prima, il 7 dicembre 1941, i giapponesi, fregandosene dei minuetti della diplomazia, avevano lanciato un attacco preventivo contro gli Stati Uniti appiedandone la flotta del Pacifico a Pearl Harbour: l’episodio  aveva scosso i nervi di una nazione e anche quelli della sentinella che aveva puntato il fucile contro il sergente Jack Couffer, reo di aver fatto i suoi bisogni all’aperto, centrando la ruota di una Buick. All’ufficiale di picchetto che era stato chiamato sul luogo del misfatto, Couffer porse una lettera stampigliata “Confidenziale” in cui lo si identificava impegnato in un’operazione segretissima, alle dirette dipendenze del generale Hap Arnold, comandante dell’aviazione militare degli Stati Uniti. Il Dipartimento della Guerra non avrebbe tollerato che venissero sollevate obiezioni sul modo di vestire, di viaggiare, di agire del sergente, così come qualsiasi tipo di discussione con personale non autorizzato. Davanti a un’intimazione del genere l’unica commento dell’ufficiale fu: “Veda se la prossima volta riesce a tenerla fino a una latrina”. Continua a leggere »

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Edward Weston e la disputa sui piselli

6 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da claudio | Categoria: Articoli, Biografia, Libri, Storie

Edward Weston (Courtesy the Los Angeles Times) dopo aver ricevuto una borsa di studio dalla fondazione Guggenheim, nel 1937. All'epoca viveva al 4166 di Brunswick Ave. a Los Angeles.

La disputa sui piselli fu fatale. La decennale storia d’amore fra Charis Wilson, modella, amante e moglie di Edward Weston (1886-1958), uno dei maestri della fotografia americana della prima metà del secolo, stava scivolando su chi doveva avere credito della crescita di piselli, appunto, ma anche dei cavoli di Bruxelles, dei broccoli e persino della lattuga.
Tutta colpa del bombardamento giapponese su Pearl Harbor che aveva costretto gli americani a entrare in guerra e a trasformare i loro giardini in “orti per la vittoria”. Quello della coppia, nella casa di Wildcat Hill, nei pressi di Carmel, nella California del nord, era gestito con amore da Charis. Fin quando, senza una ragione specifica, Edward, in lettere e conversazioni con gli amici, prese a riferirsi all’orto come al “suo orto”. E a Charis questo non piacque per niente, come non le piacque per niente che Edward si fosse portata a letto una giovane ammiratrice durante un fine settimana in cui Charis era andata a campeggiare con le amiche. Anche se, al suo rientro, Edward la informò spontaneamente che, sì, avevano fatto sesso, ma che era stato decisamente insoddisfacente.

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Los Angeles, 1983-1984

5 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da claudio | Categoria: Frammenti

L’America ha per me il volto di Los Angeles. Los Angeles io l’ho incontrata un giorno di primavera: l’Europa alle spalle, con la sua cultura, le sue madeleine, i suoi marmi, i suoi incunaboli. Il primo balzo a New York, porta dell’impero annunciato da Manhattan e le sue luci, Manhattan e i suoi grattacieli, Manhattan e le sue strade, Manhattan e il Brooklyn Bridge, Manhattan e la Quinta Strada. Un trionfo di europeismo. Ma laggiu’, all’estremo ovest, c’e’ quel macrocosmo chiamato Los Angeles: tre fusi orari di distanza e qualche ora di volo. Sognando California. Los Angeles e’ al di la’ di una porta automatica a vetri. La porta dell’aeroporto, imbuto infernale che ti inghiotte per scaraventarti nel regno di Starsky e Hutch. Dietro quella porta c’e’ il paradiso che hai sognato. Dietro quella porta c’e’ l’inferno con cui si sono cullati i tuoi incubi. Continua a leggere »

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Le orchidee del regno di Oz

5 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da claudio | Categoria: Articoli, Biografia, Interviste, Storie

Orchidea ottenuta da Terry Root nel 1994

Terry Root arriva a bordo della sua Harley Davidson “fat boy”. Il rombo dello scappamento lo senti salire dalla valle sottostante dove, tutt’intorno, per ettari e ettari, si coltivano fragole. Anche le oche che starnazzano davanti a casa si spostano infastidite. Cercano riparo verso le serre. Ce ne sono sei, supertecnologiche, ipersensibili ai minimi cambiamenti di luce e temperatura esterna, sparse in un’area di 77mila piedi quadrati. Ed è qui che Terry Root coltiva le più rare e preziose orchidee del mondo. Siamo in California. Ai confini fra il nord e il sud, nei pressi di Salinas – terra descritta da Steinbeck in “Pian della Tortilla”, all’interno della  penisola di Monterey. Continua a leggere »

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