Browse > Home / Archive by category 'Storie'

| Iscriviti al Feed RSS

Surfin’ Usa

19 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da claudio | Categoria: Articoli, Storie, Video

Ed Schlegel presenta al governatore della California Arnold Schwarzenegger una tavola da surf con centinaia di firme a favore della salvaguardia delle spiagge di San Onofre State e Trestles. Photo courtesy Brian Alper. © Brian Alper.

Trestle è la “Spiaggia”. Quella con la esse maiuscola, la spiaggia d’elezione dei surfisti californiani, l’unica dove le onde possono raggiungere i 5 metri d’altezza. È una spiaggia difficile. Difficile soprattutto da raggiungere, perché è circondata da Camp Pendleton, la più grande base dei marines di tutti gli Stati Uniti. La spiaggia è, anzi, territorio militare affittato allo Stato di California con un contratto ventennale rinnovabile. C’è un solo accesso e dal sentiero lungo un paio di chilometri che porta all’oceano è facilissimo sconfinare in territorio militare e finire regolarmente arrestati. Una volta finì in manette persino la figlia dell’allora presidente Richard Nixon che aveva la casa lì vicino. Continua a leggere »

Tags: , , ,

Arturo, le virtù dell’ozio e il giardino californiano

17 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da claudio | Categoria: Storie

arturo

Non avevo mai avuto un giardino prima di arrivare in California. Oddio, l’affermazione non è totalmente esatta perchè mia nonna aveva un giardino di cui, purtroppo, mi ricordo poco, pochissimo. Ricordo come fosse ora l’albero di susine su cui salivo arrampicandomi su una scala di legno, mi ricordo la panchina, giù verso la siepe, la capanna degli attrezzi, il tavolino tondo di marmo dove, le sere d’estate, si cenava. Ricordi sfuocati in formato fotogrammi in bianco e nero. Mi ricordo però benissimo le lucciole. Ce n’erano a frotte. Uno spettacolo indimenticabile. La luce ora qui; la luce ora lì. Passavo il dopo cena a seguirne le danze. La nonna cercava di farmi giocare, di distrarmi, ma io preferivo stare sprofondato sulla sdraio a fissare le lucciole. Deve essere stato allora che si è sviluppato il mio senso dell’ozio.
Senso che è rimasto dormente fino al mio sbarco in California quando, alla fine degli anni Ottanta, mi trasferii come corrispondente per il mio giornale. Buffo, perchè sul piano professionale finiva che lavoravo tre volte di più di quando ero parcheggiato nel Bel Paese, ma erano le ore libere, gli intervalli fra un incarico e l’altro che avevano fatto riaffiorare lo stesso piacere torporoso dell’osservare le lucciole.  Continua a leggere »

Tags: ,

L’invenzione della California

14 marzo, 2009 | 1 Commento | Scritto da claudio | Categoria: Storie

CPH: California Pacific Highway

Ovvero, come un clima da paradiso Terrestre, un best-seller strappalacrime  e l’industria dei sogni in celluloide trasformarono un’isola mancata in un mito inaffondabile.

Dire California è come aprire la caverna dei quaranta ladroni: luogo della mitologia, più che luogo della geografia. Territorio che il mondo conosce meglio dei dintorni di casa propria, grazie ai rimandi di immagini cinematografiche e televisive che fanno ormai parte della memoria collettiva globalizzata. Ognuno di noi ha dentro di sé una propria California. Una California sogno. Una California mito. Una California saga. Una California utopia dove è vero tutto e il contrario di tutto.
La California non esisteva ancora che era già leggenda. Era il 1602. Padre Antonio de la Ascension scriveva nel diario del suo viaggio lungo la costa occidentale dell’America del nord, che la California era separata dal continente americano dal “mar mediterraneo della California”. Non è ben chiaro dove e come il buon padre Ascension ebbe questa folgorazione isolana, tenuto anche conto che esploratori come Francisco de Ulloa che lo avevano preceduto cinquant’anni prima, avevano fornito dati esatti sulla sua forma peninsulare. Non si sa come, ma l’affermazione di padre Ascension portò alla mappatura di quel territorio come un’isola, prima a margine di una descrizione delle Indie Occidentali, poi in una vera e propria carta dedicata all’isola California che, da allora e per più di un secolo, fu descritta e percepita come un mondo a parte. Dev’essere così che nascono i miti. Non a caso, c’era anche chi giurava che la California altro non fosse che ciò che restava della leggendaria Atlantide.
Ci volle un editto reale, emanato nel 1747 da Ferdinando VII di Spagna, per mettere fine alla storia dell’isola e decretare che la California era parte della terra ferma. Quella terra dove trentaquattro anni più tardi nascerà un minuscolo villaggio agricolo battezzato “El Pueblo de Nuestra Señora la Reina de Los Angeles de Porciuncula”, e che oggi conosciamo come Los Angeles, la città degli angeli, la città che darà i natali a Topolino, Marilyn Monroe, Richard Nixon, tre miti nel loro genere. Continua a leggere »

Tags:

La scomparsa della sabbia

14 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da claudio | Categoria: Articoli, Storie

Santa Monica, il molo

La casa delle scorribande sessuali dei Kennedy, Bob e John, non c’è più. Stava giù sulla spiaggia di Santa Monica, vicino al molo. Apparteneva a Peter Lawford, l’attore inglese che aveva sposato Jean, sorella del futuro presidente e che proprio perché attore e inglese era cordialmente detestato dal vecchio patriarca, Joe Kennedy.
Non c’è neanche più la casa accanto di Harold Lloyd, affittata, all’epoca, allo scrittore Dominick Dunne che si ricorda benissimo delle feste a cui il suo vicino Lawford lo invitava (ne ha scritto anche in un libro di memorie “The Way We Lived Then”, Crown editore). Era tutto un via vai di Frank Sinatra, di Sammi Davis Jr., di Dean Martin, di Marilyn Monroe. Continua a leggere »

Tags: ,

Pregate che settembre arrivi presto

9 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da claudio | Categoria: Articoli, Biografia, Frammenti, Storie

Martha's Vineyard

Il sabato, dalla scogliera potevi vedere Ray dipingere, ricorda  Ralph Gaines, capitano della Santa Maria, una goletta tre alberi adibita al trasporto dei villeggianti, ancorata nel porticciolo di Edgartown, la città capoluogo di Martha’s Vineyard, isola-gioiello della costa dell’est degli Stati Uniti, a sud della celebrata penisola di Cape Cod, spiaggia prediletta della Boston che conta.  Ralph si chiedeva sempre se un giorno o l’altro sarebbe finito anche lui in uno dei prestigiosi acquarelli di Ray Ellis, proprio come Bartolomeo, il nipote e compagno di giochi di Ralph che lo zio, famoso pittore e illustre residente dell’isola, aveva ritratto mentre pescava.
Durante le vacanze estive, loro, i ragazzi, andavano alla scogliera portandosi dietro scatole di giornaletti, quelli che Ralph aveva metodicamente messo da parte durante i mesi di scuola: “La mamma non voleva che noi bambini ci distraessimo dalle incombenze scolastiche con le avventure dell’Uomo Mascherato e Superman”.
Bartolomeo era stato battezzato in ricordo di Bartolomeo Gosnold, l’esploratore inglese che aveva scoperto, nel maggio del 1602, l’isola di Martha’s Vineyard. La leggenda dice che il nome Martha sarebbe che quello di  Martha Judde Golding, suocera e munifica finanziatrice della spedizione di Gosnold, probabilmente l’unica suocera al mondo ad avere ricevuto un onore simile. Continua a leggere »

Tags: , ,

John Peck, la leggenda del surf

9 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da claudio | Categoria: Articoli, Biografia, Interviste, Storie, Video

In quell’estate del 1962, in California, la vita per i giovani era ancora molto semplice. Stavi con i greasers o con i surfers. I primi li riconoscevi per i capelli scuri, impomatati, l’aria pallido metropolitana, i giubbotti preferibilmente di pelle. I secondi li identificavi per i capelli biondi bruciati dal sole, la perenne abbronzatura, bermuda e camicia svolazzante di due taglie più grande. I greasers guidavano auto superlucide, supercromate, super rombanti; i surfers giravano con giardinette arrugginite dal salmastro, con tavole da surf che spuntavano dai finestrini posteriori.
All’inizio era tutto molto semplice, appunto. La colonna sonora era Good Vibrations e, intorno, la vita era in stile graffiti americani, come quella immortalata, anni dopo, da George Lucas nel film omonimo. I capelli dei ragazzi erano corti, le gonne delle ragazze erano lunghe e svolazzanti. La verginità era ancora un valore morale.
L’America, la verginità la perderà l’anno seguente a Dallas, Texas, quando John Kennedy, il presidente ragazzo, verrà ucciso non si sa ancora da chi. I capelli dei ragazzi si faranno sempre più lunghi e le gonne delle ragazze sempre più corte. La guerra in Vietnam farà il resto. La ribellione dilagherà per tutto il Paese e niente sarà più come prima. La rivoluzione avrà l’aspetto dei figli dei fiori, delle droghe, dell’acido e delle tavole da surf in fiberglass, sempre più facili da maneggiare, sempre più economiche. Continua a leggere »

Tags: , , , ,

Il dentista e la bomba pipistrello

6 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da claudio | Categoria: Articoli, Frammenti, Interviste, Libri, Storie

La bomba pipistrello

Orinare nel parcheggio della base aerea di March Field, nella contea di Riverside, California, non era stata una grande idea. Erano anni nervosi quelli. Qualche mese prima, il 7 dicembre 1941, i giapponesi, fregandosene dei minuetti della diplomazia, avevano lanciato un attacco preventivo contro gli Stati Uniti appiedandone la flotta del Pacifico a Pearl Harbour: l’episodio  aveva scosso i nervi di una nazione e anche quelli della sentinella che aveva puntato il fucile contro il sergente Jack Couffer, reo di aver fatto i suoi bisogni all’aperto, centrando la ruota di una Buick. All’ufficiale di picchetto che era stato chiamato sul luogo del misfatto, Couffer porse una lettera stampigliata “Confidenziale” in cui lo si identificava impegnato in un’operazione segretissima, alle dirette dipendenze del generale Hap Arnold, comandante dell’aviazione militare degli Stati Uniti. Il Dipartimento della Guerra non avrebbe tollerato che venissero sollevate obiezioni sul modo di vestire, di viaggiare, di agire del sergente, così come qualsiasi tipo di discussione con personale non autorizzato. Davanti a un’intimazione del genere l’unica commento dell’ufficiale fu: “Veda se la prossima volta riesce a tenerla fino a una latrina”. Continua a leggere »

Tags: ,