Browse > Home / Archive by category 'Interviste'

| Iscriviti al Feed RSS

Architettura e cinema

27 aprile, 2009 | Commenta | Scritto da claudio | Categoria: Articoli, Interviste, Libri

Courtesy Julius Shulman, Case Study House no. 22, architect Pierre Koenig, 1960

La California si sogna. La California si vive. La prima grazie all’industria dell’illusione per eccellenza: il cinema; la seconda attraverso un’arte solida e concreta: l’architettura.
Hollywood fu inventata da una manciata di europei che si trasferirono in California agli inizi del secolo scorso: si chiamavano Zukor, Goldwyn, Lang, Lubitsch, Stroheim, così come europei erano anche gli architetti che intorno alla vigilia dello scoppio della seconda guerra mondiale, si trasferirono sulle sponde del Pacifico e che con le loro opere finiranno col definire il concetto di “stile di vita californiano” come lo conosciamo noi oggi. L’architettura modernista capitanata da Walter Gropius, il fondatore del Bauhaus, la scuola che più segnerà la cultura occidentale della prima metà del secolo scorso troverà infatti un fertile terreno di diffusione in California, il laboratorio ideale dove poter tentare esperimenti sociali, economici, artistici che spesso, da nessuna altra parte al mondo, potrebbero avere una possibilità di sopravvivenza, tanto meno di sviluppo. Continua a leggere »

Tags: ,

JFK: il caso è (davvero) chiuso?

17 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da claudio | Categoria: Articoli, Interviste, Libri, Video

E se Lee Harvey Oswald fosse veramente l’attentatore solitario di John Fitzgerald Kennedy, il 35esimo presidente degli Stati Uniti assassinato a Dallas, Texas, il 22 novembre 1963? E se quarantotto ore dopo Jack Ruby avesse veramente ucciso Oswald in un momento di follia vendicativa? Insomma, e se avesse ragione il tanto deprecato rapporto Warren e dietro gli angoli bui del mistero del secolo non ci fosse alcun complotto?
Questa la tesi “rivoluzionaria” sostenuta da Gerald Posner, ex avvocato passato al giornalismo investigativo, in “Case Closed”, Il caso è chiuso, un volume di 608 pagine edito da Random House. Continua a leggere »

Tags: , , , ,

La guerra fotografica del soldato Avery

14 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da claudio | Categoria: Articoli, Interviste

Il problema furono i piccioni. Accidenti a loro: neanche uno, uno, che avesse ritrovato la strada di casa. Fu per la sbadataggine di quei pennuti che tutta la documentazione fotografica della prima ondata dello sbarco anglo-americano in Normandia, il 6 giugno 1944, è andata persa. Probabilmente finirono impallinati, probabilmente finirono arrostiti, probabilmente a causa della potenza di fuoco scatenata dalla flotta alleata, persero l’orientamento e chissà dove finirono.
Fatto sta che un solo rullo fotografico si salvò. E non grazie ai piccioni. Ma solo perché un tale capitano Herman Wall fu prematuramente ferito a una gamba e reimbarcato per la terra ferma. Prima di entrare in sala operatoria, il capitano Wall, nonostante fosse mezzo moribondo e mezzo dissanguato, afferrò un chirurgo e gli consegnò una macchina fotografica che qualcuno durante lo sbarco gli aveva affidato e che lui aveva tenuto stretta a sè tutto quel tempo. “Dottore”, disse “deve consegnare subito queste foto al 162esimo Signal Corps. Il medico non sapeva neanche cosa fosse il Signal Corps, ma quelli erano tempi in cui non ci si facevano troppe domande. Chiamò un motociclista e gli ordinò di volare al 35 di Davey Street, un palazzo di cinque piani proprio di fronte al mitico Claridge’s dove a ricevere il motociclista ci sarebbe stato un sottufficiale, il sergente maggiore Sid Avery. Il sergente Avery, preso in consegna il rullo fotografico lo fece immediatamente sviluppare e, di lì a poco, le prime immagini del D-Day venivano rilanciate sulla stampa di tutto il mondo libero. Continua a leggere »

Tags:

L’uomo che pettinò Marilyn Monroe

14 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da claudio | Categoria: Interviste

Kareen Boursier è una rossa fiammeggiante, francese e famosa parrucchiera di divi hollywoodiani. Kareen, Carotte per gli amici, era l’unica, fino ad allora, autorizzata a sforbiciarmi i capelli. Il problema era che quella settimana Kareen non era a Los Angeles, io partivo per l’Europa e mia mamma, nonostante io abbia ormai la mia età, avrebbe finito col lamentarsi dei miei capelli lunghi. Meglio tagliare il problema alla radice.
Chiedo aiuto a Françoise Kirkland, moglie di Douglas, il fotografo famoso, fra l’altro, per aver ritratto Marilyn Monroe a letto, in un tenero abbraccio di lenzuola. Dice: “Vai da Mickey”. Io mi fido e vado da Mickey Song, altro famoso parrucchiere hollywoodiano che lavora sui set dei film o nel soggiorno di casa sua a Beverly Hills.
Di solito quando mi tagliano i capelli mi assopisco, ma quel giorno non fu possibile. La stanza da lavoro di Mickey era un mausoleo al mito di Marilyn Monroe: bambole, foto, poster, piatti, posaceneri. Di tutto: non so più dove guardare. “Mai incontrata Marilyn?”, chiedo, così, tanto per ammazzare il tempo, mentre, zac-zac, i capelli se ne vanno. “Sì”, risponde lui, laconico. “Quando? Come?”. Zac-zac, ancora capelli che cadono. “La famosa sera che, al Madison Square Garden di New York, Marilyn cantò Happy Birthday Mr. President, in occasione del compleanno di John Kennedy”. Zac-zac, continua a tagliare imperterrito. “Scusa Mickey, ma tu cosa ci facevi lì?”. Zac-zac. “Ero il parrucchiere del Presidente”. Zac-zac. “Fatto”. “Il parrucchiere del Presidente? Mickey, perchè non ci sediamo di là e mi racconti tutto dall’inizio?”. “Okay”. Continua a leggere »

Tags: , ,

John Peck, la leggenda del surf

9 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da claudio | Categoria: Articoli, Biografia, Interviste, Storie, Video

In quell’estate del 1962, in California, la vita per i giovani era ancora molto semplice. Stavi con i greasers o con i surfers. I primi li riconoscevi per i capelli scuri, impomatati, l’aria pallido metropolitana, i giubbotti preferibilmente di pelle. I secondi li identificavi per i capelli biondi bruciati dal sole, la perenne abbronzatura, bermuda e camicia svolazzante di due taglie più grande. I greasers guidavano auto superlucide, supercromate, super rombanti; i surfers giravano con giardinette arrugginite dal salmastro, con tavole da surf che spuntavano dai finestrini posteriori.
All’inizio era tutto molto semplice, appunto. La colonna sonora era Good Vibrations e, intorno, la vita era in stile graffiti americani, come quella immortalata, anni dopo, da George Lucas nel film omonimo. I capelli dei ragazzi erano corti, le gonne delle ragazze erano lunghe e svolazzanti. La verginità era ancora un valore morale.
L’America, la verginità la perderà l’anno seguente a Dallas, Texas, quando John Kennedy, il presidente ragazzo, verrà ucciso non si sa ancora da chi. I capelli dei ragazzi si faranno sempre più lunghi e le gonne delle ragazze sempre più corte. La guerra in Vietnam farà il resto. La ribellione dilagherà per tutto il Paese e niente sarà più come prima. La rivoluzione avrà l’aspetto dei figli dei fiori, delle droghe, dell’acido e delle tavole da surf in fiberglass, sempre più facili da maneggiare, sempre più economiche. Continua a leggere »

Tags: , , , ,

Il dentista e la bomba pipistrello

6 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da claudio | Categoria: Articoli, Frammenti, Interviste, Libri, Storie

La bomba pipistrello

Orinare nel parcheggio della base aerea di March Field, nella contea di Riverside, California, non era stata una grande idea. Erano anni nervosi quelli. Qualche mese prima, il 7 dicembre 1941, i giapponesi, fregandosene dei minuetti della diplomazia, avevano lanciato un attacco preventivo contro gli Stati Uniti appiedandone la flotta del Pacifico a Pearl Harbour: l’episodio  aveva scosso i nervi di una nazione e anche quelli della sentinella che aveva puntato il fucile contro il sergente Jack Couffer, reo di aver fatto i suoi bisogni all’aperto, centrando la ruota di una Buick. All’ufficiale di picchetto che era stato chiamato sul luogo del misfatto, Couffer porse una lettera stampigliata “Confidenziale” in cui lo si identificava impegnato in un’operazione segretissima, alle dirette dipendenze del generale Hap Arnold, comandante dell’aviazione militare degli Stati Uniti. Il Dipartimento della Guerra non avrebbe tollerato che venissero sollevate obiezioni sul modo di vestire, di viaggiare, di agire del sergente, così come qualsiasi tipo di discussione con personale non autorizzato. Davanti a un’intimazione del genere l’unica commento dell’ufficiale fu: “Veda se la prossima volta riesce a tenerla fino a una latrina”. Continua a leggere »

Tags: ,

Le orchidee del regno di Oz

5 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da claudio | Categoria: Articoli, Biografia, Interviste, Storie

Orchidea ottenuta da Terry Root nel 1994

Terry Root arriva a bordo della sua Harley Davidson “fat boy”. Il rombo dello scappamento lo senti salire dalla valle sottostante dove, tutt’intorno, per ettari e ettari, si coltivano fragole. Anche le oche che starnazzano davanti a casa si spostano infastidite. Cercano riparo verso le serre. Ce ne sono sei, supertecnologiche, ipersensibili ai minimi cambiamenti di luce e temperatura esterna, sparse in un’area di 77mila piedi quadrati. Ed è qui che Terry Root coltiva le più rare e preziose orchidee del mondo. Siamo in California. Ai confini fra il nord e il sud, nei pressi di Salinas – terra descritta da Steinbeck in “Pian della Tortilla”, all’interno della  penisola di Monterey. Continua a leggere »

Tags: