La casa delle scorribande sessuali dei Kennedy, Bob e John, non c’è più. Stava giù sulla spiaggia di Santa Monica, vicino al molo. Apparteneva a Peter Lawford, l’attore inglese che aveva sposato Jean, sorella del futuro presidente e che proprio perché attore e inglese era cordialmente detestato dal vecchio patriarca, Joe Kennedy.
Non c’è neanche più la casa accanto di Harold Lloyd, affittata, all’epoca, allo scrittore Dominick Dunne che si ricorda benissimo delle feste a cui il suo vicino Lawford lo invitava (ne ha scritto anche in un libro di memorie “The Way We Lived Then”, Crown editore). Era tutto un via vai di Frank Sinatra, di Sammi Davis Jr., di Dean Martin, di Marilyn Monroe. Continua a leggere »
14 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da claudio | Categoria: Articoli
Cielo azzurro. Oceano azzurro. Palme schierate. Bagnini in posizione. Salvagenti allineati. A Huntington Beach, la capitale riconosciuta del surf californiano, un’altra giornata alla spiaggia può cominciare. Arrivano le prime borse da ghiaccio. Si stendono gli asciugamani. Un frisbee si incrocia con un gabbiano in volo che si secca dell’intrusione. Un paio di tiri di palla ovale, tanto per scaldarsi, ed è già tempo di sfoderare le tavole da surf: le onde a ridosso del molo cominciano a levarsi.
Travis Wilkerson, 26 anni, surfista praticante, guarda con invidia gli amici in acqua. Oggi, armato di macchina fotografica, teleobiettivo e treppiede, sta facendo delle riprese per una lezione del suo corso di laurea in scienze della comunicazione. Spiega che, per un qualche misterioso motivo geofisico, misterioso almeno per lui, le onde che si formano in quel tratto di oceano sono le migliori che si possono trovare lungo tutta la costa della California del sud, roba da manuale del perfetto surfista. Continua a leggere »
Il problema furono i piccioni. Accidenti a loro: neanche uno, uno, che avesse ritrovato la strada di casa. Fu per la sbadataggine di quei pennuti che tutta la documentazione fotografica della prima ondata dello sbarco anglo-americano in Normandia, il 6 giugno 1944, è andata persa. Probabilmente finirono impallinati, probabilmente finirono arrostiti, probabilmente a causa della potenza di fuoco scatenata dalla flotta alleata, persero l’orientamento e chissà dove finirono.
Fatto sta che un solo rullo fotografico si salvò. E non grazie ai piccioni. Ma solo perché un tale capitano Herman Wall fu prematuramente ferito a una gamba e reimbarcato per la terra ferma. Prima di entrare in sala operatoria, il capitano Wall, nonostante fosse mezzo moribondo e mezzo dissanguato, afferrò un chirurgo e gli consegnò una macchina fotografica che qualcuno durante lo sbarco gli aveva affidato e che lui aveva tenuto stretta a sè tutto quel tempo. “Dottore”, disse “deve consegnare subito queste foto al 162esimo Signal Corps. Il medico non sapeva neanche cosa fosse il Signal Corps, ma quelli erano tempi in cui non ci si facevano troppe domande. Chiamò un motociclista e gli ordinò di volare al 35 di Davey Street, un palazzo di cinque piani proprio di fronte al mitico Claridge’s dove a ricevere il motociclista ci sarebbe stato un sottufficiale, il sergente maggiore Sid Avery. Il sergente Avery, preso in consegna il rullo fotografico lo fece immediatamente sviluppare e, di lì a poco, le prime immagini del D-Day venivano rilanciate sulla stampa di tutto il mondo libero. Continua a leggere »
14 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da claudio | Categoria: Articoli
I figli dei figli dei fiori abitano a Topanga Canyon, California. Sono annidati sulla collina omonima che sovrasta l’Oceano Pacifico a metà strada fra Santa Monica e Malibu. Sono oltre diecimila, anche se gli indirizzi ufficialmente registrati sono solo tremila. Topanga non è neanche una municipalità, è solo un codice postale nella mappa della California e un codice postale neanche illustre come il 90210 di Beverly Hills. Con Beverly Hills divide, però, il truce primato di aver ospitato Charles Manson e i seguaci della setta che da lui prende nome. A Beverly Hills, Manson e i suoi avevano trucidato Sharon Tate, allora moglie del regista Roman Polanski; a Topanga, avevano torturato e ucciso un meno noto musicista di nome Gary Hinnman con cui Manson e compagni avevano condiviso una casa sulla collina. Il motivo? Hinnman si era rifiutato di finanziare una scampagnata di Manson e compagni alla Valle della Morte.
Il dottor Gerald Haig, psichiatra, residente di Topanga dal lontano 1963, fondatore del celebre Istituto Esalen, di Big Sur e dell’Istituto per lo Sviluppo Umano, di Topanga – il corrispettivo adulto delle comuni giovanili – ci tiene a mettere in chiaro che nonostante Manson e i suoi siano sempre stati considerati degli hippies, Manson non fosse altro che uno psicopatico che viveva ai margini del movimento dei figli dei fiori. Continua a leggere »
Richie La Montagne fa il pugile. A dispetto del nome e della professione, sembra stonare sulla pedana della palestra all’aperto di Muscle Beach, qui a Venice, California. Paragonato ai due neri che, accanto, si allenano ai pesi, Richie sembra un fuscello roseo più che un campione della federazione pugilistica a stelle e strisce.
La palestra, gestita dall’amministrazione pubblica, sulla passeggiata lungo l’oceano è il luogo di ritrovo dei body builders locali e di passaggio che, per una modesta tassa di iscrizione annuale, circa centomila lire, o giornaliera, poco più di cinquemila lire, mettono in mostra i muscoli per la gioia delle macchine fotografiche dei turisti, ma soprattutto con la speranza che un produttore cinematografico li scopra e li renda famosi come Arnold Schwarzenegger e, a suo tempo, Franco Columbo, entrambi assidui frequentatori di Muscle Beach negli anni Settanta. Continua a leggere »
Il sabato, dalla scogliera potevi vedere Ray dipingere, ricorda Ralph Gaines, capitano della Santa Maria, una goletta tre alberi adibita al trasporto dei villeggianti, ancorata nel porticciolo di Edgartown, la città capoluogo di Martha’s Vineyard, isola-gioiello della costa dell’est degli Stati Uniti, a sud della celebrata penisola di Cape Cod, spiaggia prediletta della Boston che conta. Ralph si chiedeva sempre se un giorno o l’altro sarebbe finito anche lui in uno dei prestigiosi acquarelli di Ray Ellis, proprio come Bartolomeo, il nipote e compagno di giochi di Ralph che lo zio, famoso pittore e illustre residente dell’isola, aveva ritratto mentre pescava.
Durante le vacanze estive, loro, i ragazzi, andavano alla scogliera portandosi dietro scatole di giornaletti, quelli che Ralph aveva metodicamente messo da parte durante i mesi di scuola: “La mamma non voleva che noi bambini ci distraessimo dalle incombenze scolastiche con le avventure dell’Uomo Mascherato e Superman”.
Bartolomeo era stato battezzato in ricordo di Bartolomeo Gosnold, l’esploratore inglese che aveva scoperto, nel maggio del 1602, l’isola di Martha’s Vineyard. La leggenda dice che il nome Martha sarebbe che quello di Martha Judde Golding, suocera e munifica finanziatrice della spedizione di Gosnold, probabilmente l’unica suocera al mondo ad avere ricevuto un onore simile. Continua a leggere »
In quell’estate del 1962, in California, la vita per i giovani era ancora molto semplice. Stavi con i greasers o con i surfers. I primi li riconoscevi per i capelli scuri, impomatati, l’aria pallido metropolitana, i giubbotti preferibilmente di pelle. I secondi li identificavi per i capelli biondi bruciati dal sole, la perenne abbronzatura, bermuda e camicia svolazzante di due taglie più grande. I greasers guidavano auto superlucide, supercromate, super rombanti; i surfers giravano con giardinette arrugginite dal salmastro, con tavole da surf che spuntavano dai finestrini posteriori.
All’inizio era tutto molto semplice, appunto. La colonna sonora era Good Vibrations e, intorno, la vita era in stile graffiti americani, come quella immortalata, anni dopo, da George Lucas nel film omonimo. I capelli dei ragazzi erano corti, le gonne delle ragazze erano lunghe e svolazzanti. La verginità era ancora un valore morale.
L’America, la verginità la perderà l’anno seguente a Dallas, Texas, quando John Kennedy, il presidente ragazzo, verrà ucciso non si sa ancora da chi. I capelli dei ragazzi si faranno sempre più lunghi e le gonne delle ragazze sempre più corte. La guerra in Vietnam farà il resto. La ribellione dilagherà per tutto il Paese e niente sarà più come prima. La rivoluzione avrà l’aspetto dei figli dei fiori, delle droghe, dell’acido e delle tavole da surf in fiberglass, sempre più facili da maneggiare, sempre più economiche. Continua a leggere »