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Surfin’ Usa

19 marzo, 2009 | Scritto da claudio | Categoria: Articoli, Storie, Video

Ed Schlegel presenta al governatore della California Arnold Schwarzenegger una tavola da surf con centinaia di firme a favore della salvaguardia delle spiagge di San Onofre State e Trestles. Photo courtesy Brian Alper. © Brian Alper.

Trestle è la “Spiaggia”. Quella con la esse maiuscola, la spiaggia d’elezione dei surfisti californiani, l’unica dove le onde possono raggiungere i 5 metri d’altezza. È una spiaggia difficile. Difficile soprattutto da raggiungere, perché è circondata da Camp Pendleton, la più grande base dei marines di tutti gli Stati Uniti. La spiaggia è, anzi, territorio militare affittato allo Stato di California con un contratto ventennale rinnovabile. C’è un solo accesso e dal sentiero lungo un paio di chilometri che porta all’oceano è facilissimo sconfinare in territorio militare e finire regolarmente arrestati. Una volta finì in manette persino la figlia dell’allora presidente Richard Nixon che aveva la casa lì vicino.

Trestle è anche la spiaggia immortalata in una delle più famose canzoni dei Beach Boys, “Surfin’ Usa”, incisa nel 1963 due anni prima che ci costruissero, praticamente davanti, una minacciosa centrale atomica. Ma all’epoca erano in pochi ad essere consci dei pericoli delle radiazioni e della contaminazione delle acque: quello che preoccupava i surfisti erano le continue schermaglie con i Marines e la paura che se si fossero schierati ufficialmente contro la costruzione della centrale, sarebbero stati definitivamente scacciati dalla “loro” spiaggia. Già, infatti, la storia della spiaggia di Trestle è storia di schermaglie continue fra i ragazzi del surf e i militari.
La prima battaglia scoppiò quando il comandante della base ebbe la poco felice idea di far recintare la spiaggia e di controllarne l’accesso con un cancello. La risposta dei surfisti non si fece attendere: misero a ferro e fuoco il parcheggio, sbarbarono tutti i cartelli di divieto e ne fecero un falò: per poco non furono ridotte in cenere anche le traversine della linea ferroviaria che passa lì accanto, infatti Trestle, letteralmente, vuol dire “cavalletto”, “ponticello” e indica, appunto, il ponticello rialzato sulla spiaggia su cui passa la linea ferroviaria che collega Los Angeles a San Diego, parallela all’oceano e all’autostrada.
Le cose, poi, peggiorarono quando Richard Nixon fu eletto presidente degli Stati Uniti: la sua tenuta californiana di San Clemente, conosciuta anche come la “Casa Bianca dell’ovest”, confinava proprio con la spiaggia di Trestle e quando Nixon arrivava in vacanza, tutta la zona veniva blindata dai militari e dal servizio segreto anche se, ironia, fu proprio grazie all’interessamento di Nixon che fu stipulato l’accordo fra militari e civili per l’uso della spiaggia.
Oggi Trestle fa parte del complesso statale di San Onofre, altro nome storico nella storia delle spiagge californiane, il luogo dove, agli inizi del secolo scorso, si e’ sviluppata la cultura surfistica locale importata dalle Hawaii, le isole del Pacifico dirimpettaie della California. È per questo che sulla spiaggia di Trestle, proprio di fronte alla centrale nucleare, è stato piantato un totem e delle palme: per ricordare le radice hawaiane del surf  e ingraziarsi gli dei del mare.

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