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Muscle Beach

14 marzo, 2009 | Scritto da claudio | Categoria: Articoli, Video

Richie La Montagne fa il pugile. A dispetto del nome e della professione, sembra stonare sulla pedana della palestra all’aperto di Muscle Beach, qui a Venice, California. Paragonato ai due neri che, accanto, si allenano ai pesi, Richie sembra un fuscello roseo più che un campione della federazione pugilistica a stelle e strisce.
La palestra, gestita dall’amministrazione pubblica, sulla passeggiata lungo l’oceano è il luogo di ritrovo dei body builders locali e di passaggio che, per una modesta tassa di iscrizione annuale, circa centomila lire, o giornaliera, poco più di cinquemila lire, mettono in mostra i muscoli per la gioia delle macchine fotografiche dei turisti, ma soprattutto con la speranza che un produttore cinematografico li scopra e li renda famosi come Arnold Schwarzenegger e, a suo tempo, Franco Columbo, entrambi assidui frequentatori di Muscle Beach negli anni Settanta.

A dire la verità Richie La Montagne è già stato scoperto da Hollywood. Aspetta solo che esca “Flawless” il film che ha girato con Robert De Niro. Nel frattempo deve volare  a Roma per un combattimento. Richie non si separa mai dal telefono cellulare e dal ricerca persone, che tiene legato a una scarpa, perché non si sa mai che il suo agente lo cerchi con l’offerta della sua vita: cinematografica, pugilistica, radiofonica, fotografica, quel che sia, purche’ sia un’offerta. Qui, a Los Angeles, tutti, indistintamente, sognano che squilli il telefono.
Anche Darrell Hunt e Chyna McCoy, due neri con muscoli come colline toscane, aspettano un’offerta. Sono disposti a fare di tutto, meglio se sul grande schermo di un cinema. Il cellulare è bene a portata di mano nella borsa, accanto al cambio di maglietta, creme, asciugamano, cuffie per ascoltare musica e merenda rigorosamente a base di germogli di soia spettinati, spremute di carote dubbiose e merendine non identificate.
Oggi c’è anche John Zimmerman, quello con i tatuaggi, il beniamino delle turiste giapponesi che, in certi momenti, fanno la coda per farsi fotografare accanto a lui, mentre si aggrappano ai suoi bicipiti da Braccio di Fierro, mentre lo toccano come un oggetto misterioso. “Non mi dispiace che mi chiedano di essere ritratte insieme a me”, dice. “L’unica cosa che chiedo è che non mi interrompano durante un’allenamento: poi sono tutto per loro”.

Muscle Beach, Venice, California

Certo, Muscle Beach non è quella di una volta. Gli atleti professionisti non frequentano più la palestra all’aperto, ma li trovi soltanto nei club esclusivi come il Gold’s Gym o il World and Powerhouse, lontani da occhi indiscreti e dall’intrusione di troupe televisive dei più svariati paesi del mondo. Jason Kozma, residente del quartiere, vincitore di numerose gare locali di bodybuilding per giovanissimi, confessa che, spesso, si sente come un animale allo zoo. “Abbasso i pesi e mi ritrovo l’obiettivo di una macchina fotografica o una cinepresa sparata sugli occhi”. È il prezzo della fama. Del luogo, di Muscle Beach, naturalmente.
Già, perché quella piccola spianata di cemento, dietro alle palme, alle spalle della sabbia fine del Pacifico, è, per eccellenza, il simbolo dei bodybuilders del mondo. E, mai come oggi l’amministrazione pubblica ci tiene alla sua immagine visto l’alto numero di turisti che continua ad attrarre, stagione dopo stagione. Nel 1990 il posto fu completamente rifatto con un investimento di circa un miliardo di lire: l’area della palestra ingrandita, comprati nuovi attrezzi, sistemata una gradinata per il pubblico. Ma, da allora, la campagna abbonamenti langue. Gli iscritti annuali non superano i 200, la metà di quelli che si contavano prima della ristrutturazione. Solo gli ingressi giornalieri sono in aumento. Con cinquemila lire, infatti, puoi farti vedere sollevare pesi accanto a veri bodybuilders. E la cifra vale bene una foto ricordo.
Il fatto è che, con la ristrutturazione, il prezzo dell’abbonamento è più che raddoppiato; chi non poteva permetterselo se ne è andato e chi poteva permetterselo, con una piccola aggiunta, preferisce frequentare le palestre vere, al chiuso, dove trova una maggiore scelta di macchine. Oggi, infatti, i bodybuilders non vogliono solo scolpire i muscoli, ma anche mantenere il corpo in forma e per questo necessitano di tutta una serie di esercizi aerobici che, a loro volta, hanno bisogno di macchine che non possono essere istallate all’aperto, a Venice, perché il salmastro dell’oceano le distruggerebbe senza pieta’.
Ma le cose non sono cambiate solo dai tempi di Schwarzenegger-prima-della-fama. Sono cambiate soprattutto dai tempi della prima Muscle Beach, anno 1934, quando in giro gli svaghi erano pochi, lo spettro della guerra era all’orizzonte e l’America era ancora un paese felice. A Santa Monica, e nella contigua Venice, la gente aveva il sole, il mare e tanta fantasia E così, in un angolo di spiaggia, a sud del molo, un gruppo di giovani che condivideva l’amore per la ginnastica prese a ritrovarsi di sabato e di domenica per allenarsi e esibirsi gratuitamente. Gare familiari e muscoli innocenti.
Glenn Sandby, presidente dell’associazione “Muscle Beach”, ricorda che tutto cominciò nel 1934, appunto, quando due amici, Paul Brewer e Jimmy Pfeiffer convinsero l’amministrazione comunale a istallare sulla spiaggia degli attrezzi ginnici e una piattaforma. Da un giorno all’altro quell’angolo di Santa Monica divenne il luogo di incontro di ginnasti, acrobati, lottatori. Cominciarono a tenersi concorsi di bellezza improvvisati: Miss e Mister Muscle Beach. Foto d’epoca ritraggono, fra la folla, un ingenuo Johnny Weismuller, il più noto Tarzan cinematografico. Chi altri c’era? “Gente comune”, dice Sandby. “Gente come Pudgy e Bruce. Relna e suo fratello Paul. Johnny Collins e Pat Taylor. Louie e Carol Lee. La famiglia Ferges. Whitey e Dolores, due rosse fantastiche. Patsy Taylor e il trio Knox, grandi giocolieri”.
Muscle Beach fu chiusa e smantellata nel 1959 a seguito dell’arresto di due sollevatori di pesi con l’accusa di oltraggio al pudore. Il fatto è che il nome restò nel cuore e nella mente della gente e con il restauro del molo di Santa Monica, la rimessa in funzione della ruota panoramica, la ricostruzione della giostra con i cavalli, anche Muscle Beach è stata ripescata dall’oblio della burocrazia. Perché, come dice Glenn Sandby: “Il tempo, l’oceano, le autorità potranno cancellare, cambiare, trasformare questo angolo di California, ma ci sarà sempre una Muscle Beach nel cuore della gente”.

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