Browse > Home / Articoli, Biografia, Interviste, Storie / Le orchidee del regno di Oz

| Iscriviti al Feed RSS

Le orchidee del regno di Oz

5 marzo, 2009 | Scritto da claudio | Categoria: Articoli, Biografia, Interviste, Storie

Orchidea ottenuta da Terry Root nel 1994

Terry Root arriva a bordo della sua Harley Davidson “fat boy”. Il rombo dello scappamento lo senti salire dalla valle sottostante dove, tutt’intorno, per ettari e ettari, si coltivano fragole. Anche le oche che starnazzano davanti a casa si spostano infastidite. Cercano riparo verso le serre. Ce ne sono sei, supertecnologiche, ipersensibili ai minimi cambiamenti di luce e temperatura esterna, sparse in un’area di 77mila piedi quadrati. Ed è qui che Terry Root coltiva le più rare e preziose orchidee del mondo. Siamo in California. Ai confini fra il nord e il sud, nei pressi di Salinas – terra descritta da Steinbeck in “Pian della Tortilla”, all’interno della  penisola di Monterey.
Terry Root, californiano di terza generazione, con la sua stazza da bevitore di birra, da motociclista incallito, mani come racchette da tennis, non riesci proprio a immaginartelo aggirarsi fra fiori delicati e foglioline tenere, eppure quando è nelle serre, in un mare di orchidee senza fine, lo vedi muoversi leggero e delicato in questo suo regno battezzato The Orchid Zone, dalle iniziali OZ: la terra del mago di Oz.
Nel regno di Oz lavorano 25 persone a tempo pieno. Vi si allevano Paphiopedilums, orchidee meglio conosciute con il nome di Tropical Lady Slippers e altre specie rare come le Odontoglossums, le Miltoniopsis, le Masdevallias, le Phalaenopsis e le Zygopetalums. Da Oz esce solo il meglio del meglio.

In natura esistono più di ventimila specie di orchidee. All’occhio inesperto tutte le orchidee sembrano uniche e rare. Qual è la differenza fra quelle comuni e quelle veramente rare?

“Guardi, pensi ai cavalli: ce ne sono alcuni che vengono allevati per finire come cibo per cani in scatola e ce ne sono altri che vengono allevati per vincere i gran premi e valgono milioni di dollari. Tutto sta nella linea di sangue. Da parte nostra cerchiamo di allevare le migliori orchidee e non ci occupiamo di quelle che, per restare al nostro paragone sarebbero considerate cibo per cani”.

Come si diventa coltivatori di orchidee rare?

“Innanzitutto bisogna avere un bel po’ di soldi da spendere per procurarsi le piante da riproduzione giuste. Poi devi avere la sensibilità di quello che stai facendo, di quello che stai mettendo insieme. Puoi incrociare le migliori piante, ma se non hai occhio e cuore, alla fine ti ritrovi con un pugno di mosche. E’ qualcosa che ti senti dentro, nel cuore, nelle viscere, che ti scatta dopo aver visto migliaia e migliaia di piante ibridate. Nessuna scuola ti può insegnare a sentire dentro di te cosa è giusto e cosa non lo è. Io “sento” cosa nascerà”.

Qual è l’oscillazione di prezzo di una vostra orchidea?
“Si va dai due dollari ai ventimila dollari per pianta”

Ventimila dollari per un orchidea?
“Nel caso specifico si trattava di una pianta rarissima. Gli era stato assegnato il certificato di prima classe dall’American Orchid Society”.

Quanto vive un’orchidea?
“Indefinitamente. Ci sono alcune piante che hanno 150 anni. Se le si trattano come si deve non hanno praticamente fine, con naturalmente delle eccezioni”.

Come avviene l’impollinazione?
“A mano. Con uno stecchino si prende la parte maschile del fiore e la si trasferisce nella parte femminile di un altro fiore. Tutto molto semplice. Si usa uno stecchino perché una volta fatta l’operazione si getta via e non c’è contaminazione”.

Cos’è che rende le orchidee più care rispetto agli altri fiori?

“Il tempo di produzione. Per le normali piante da fiori bastano 120 giorni per la fioritura. Per le orchidee, le più veloci, ci vogliono almeno mille giorni e quelle più lente hanno bisogno fra i tremila e i quattromila giorni. Per alcune piante occorrono dieci anni per portarle a piena maturazione e fioritura. È questo tempo che si paga quando si compra un’orchidea. È proprio il caso di dire che il tempo è denaro”.

Commenti Disabilitati.