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Barack Obama, Victory speech, frammenti di immagini

28 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da claudio | Categoria: Pdf, Storie
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We live in the internet world.

28 marzo, 2009 | 1 Commento | Scritto da claudio | Categoria: Articoli, Pdf

Si tratta del progetto di esame degli studenti del secondo anno del Master in Giornalismo a Stampa e Radiotelevisivo, presso l’Alta Scuola in Media e Comunicazione dell’Università Cattolica di Milano, iscritti al Corso di Tecniche di Impaginazione e Teorie del Desk, che ho tenuto nell’Anno Accademico 2007/2008, con il coordinamento di Laura Silvia Battaglia, la collaborazione dell’art director Federico Mininni e di Diwani Fatatis per l’impaginazione. Si tratta di un progetto iniziato nell’Anno Accademico 2006/2007 che prevede la pubblicazione dei risultati del corso in un fascicolo dal titolo progressivo. Il primo è stato “Uno”, questo è “Due”, forse ci sarà un “Tre”, semprechè ci sia la volontà dell’Università di reperire microfinanziamenti per il progetto stesso. Qui di seguito troverete il testo dell’introduzione al progetto che ha visto la partecipazione di Vittorio Sabadin (La Stampa) e Ricardo Alvarez (Rcs). I testi degli studenti sono leggibili e scaricabili dal Pdf. Continua a leggere »

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Il raid aereo di Los Angeles, 1942

24 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da claudio | Categoria: Storie, Video


Los Angeles Air Raid of 1942 from Boulos Studios on Vimeo.

La notte del 24 febbraio 1942, tre mesi dopo l’attacco giapponese alla base navale americana di Pearl Harbour sull’isola di O’ahu nell’arcipelago delle Hawaii, un oggetto volante non identificato solcava il cielo di Los Angeles: si trattava di un aereo giapponese in ricognizione, di un pallone aerostatico, o magari, come immaginato da molti, era un UFO? Molto probabilmente non sapremo mai la verità su questo mistero. Comunque sia, anche quest’anno (28 febbraio 2009) gli amici del museo di Fort MacArthur si sono riuniti per ricordare l’evento e ricreare l’atmosfera di quella famosa sera.

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Made in California

22 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da claudio | Categoria: Storie

California dreaming

Tremilacentonovantatre  erano stati i tentativi di insidiare la sicurezza dei computer dei clienti della società americana Pilot Network Services in un solo mese di qualche tempo fa. Di questi ben quattrocentodiciotto erano partiti dalla California, laddove – nel crimine come nella tecnologia, nell’arte come nella scienza – si è sempre un bel po’ avanti rispetto allo stesso Paese a stelle e strisce. Non parliamo del resto del mondo.
Resto del mondo che, da più di quattro secoli, la California la sogna, la inventa e la mitizza, come quel Garcia Ordóñez de Montalvo che in un testo pubblicato in Spagna nel 1510 scriveva che “alla destra delle Indie c’è un’isola chiamata California, nei pressi del Paradiso terrestre”, o come Padre Antonio de la Ascension che nel 1602, siccome sulle mappe dell’epoca la California non c’era, se la inventò di sana pianta assicurando i cartografi che quel già leggendario territorio era un’isola separata dal continente da un suo “mar mediterraneo”. Così, fin verso il 1750, si pensò che la California fosse un’isola. Continua a leggere »

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Surfin’ Usa

19 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da claudio | Categoria: Articoli, Storie, Video

Ed Schlegel presenta al governatore della California Arnold Schwarzenegger una tavola da surf con centinaia di firme a favore della salvaguardia delle spiagge di San Onofre State e Trestles. Photo courtesy Brian Alper. © Brian Alper.

Trestle è la “Spiaggia”. Quella con la esse maiuscola, la spiaggia d’elezione dei surfisti californiani, l’unica dove le onde possono raggiungere i 5 metri d’altezza. È una spiaggia difficile. Difficile soprattutto da raggiungere, perché è circondata da Camp Pendleton, la più grande base dei marines di tutti gli Stati Uniti. La spiaggia è, anzi, territorio militare affittato allo Stato di California con un contratto ventennale rinnovabile. C’è un solo accesso e dal sentiero lungo un paio di chilometri che porta all’oceano è facilissimo sconfinare in territorio militare e finire regolarmente arrestati. Una volta finì in manette persino la figlia dell’allora presidente Richard Nixon che aveva la casa lì vicino. Continua a leggere »

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JFK: il caso è (davvero) chiuso?

17 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da claudio | Categoria: Articoli, Interviste, Libri, Video

E se Lee Harvey Oswald fosse veramente l’attentatore solitario di John Fitzgerald Kennedy, il 35esimo presidente degli Stati Uniti assassinato a Dallas, Texas, il 22 novembre 1963? E se quarantotto ore dopo Jack Ruby avesse veramente ucciso Oswald in un momento di follia vendicativa? Insomma, e se avesse ragione il tanto deprecato rapporto Warren e dietro gli angoli bui del mistero del secolo non ci fosse alcun complotto?
Questa la tesi “rivoluzionaria” sostenuta da Gerald Posner, ex avvocato passato al giornalismo investigativo, in “Case Closed”, Il caso è chiuso, un volume di 608 pagine edito da Random House. Continua a leggere »

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Arturo, le virtù dell’ozio e il giardino californiano

17 marzo, 2009 | Commenta | Scritto da claudio | Categoria: Storie

arturo

Non avevo mai avuto un giardino prima di arrivare in California. Oddio, l’affermazione non è totalmente esatta perchè mia nonna aveva un giardino di cui, purtroppo, mi ricordo poco, pochissimo. Ricordo come fosse ora l’albero di susine su cui salivo arrampicandomi su una scala di legno, mi ricordo la panchina, giù verso la siepe, la capanna degli attrezzi, il tavolino tondo di marmo dove, le sere d’estate, si cenava. Ricordi sfuocati in formato fotogrammi in bianco e nero. Mi ricordo però benissimo le lucciole. Ce n’erano a frotte. Uno spettacolo indimenticabile. La luce ora qui; la luce ora lì. Passavo il dopo cena a seguirne le danze. La nonna cercava di farmi giocare, di distrarmi, ma io preferivo stare sprofondato sulla sdraio a fissare le lucciole. Deve essere stato allora che si è sviluppato il mio senso dell’ozio.
Senso che è rimasto dormente fino al mio sbarco in California quando, alla fine degli anni Ottanta, mi trasferii come corrispondente per il mio giornale. Buffo, perchè sul piano professionale finiva che lavoravo tre volte di più di quando ero parcheggiato nel Bel Paese, ma erano le ore libere, gli intervalli fra un incarico e l’altro che avevano fatto riaffiorare lo stesso piacere torporoso dell’osservare le lucciole.  Continua a leggere »

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